L’attesa fine della Prima guerra mondiale introdusse cambiamenti radicali nell’assetto politico-amministrativo della vita degli sloveni, poiché li suddivise tra quattro nuovi Stati. Anche in Carinzia, con il tracciamento del confine statale, venne interrotta l’unità plurisecolare del territorio e furono promosse nuove forme di collegamento. La capitolazione dell’esercito austriaco nel 1918 non significò ancora la fine dei combattimenti per i carinziani, poiché la definizione del confine settentrionale dello Stato fu accompagnata per ben quattro anni da vari problemi, militari e politici
Già durante la Prima guerra mondiale il territorio sloveno era diventato uno degli obiettivi bellici dell’Intesa. Gli sforzi della politica slovena per riunire il territorio sloveno in uno Stato comune non ebbero particolare successo. In Carinzia, dove nel XIX secolo la struttura nazionale della popolazione era cambiata sotto l’influenza della germanizzazione, le contrapposizioni nazionali si acuirono ulteriormente in relazione alla questione del confine statale.
Le contrapposizioni tra sloveni, tedeschi e filo-tedeschi si accesero in Carinzia con il “movimento per la Dichiarazione”, a sostegno della Dichiarazione di maggio, letta il 30 maggio 1917 alla Camera dei deputati austriaca a Vienna dal dott. Anton Korošec in nome del Club jugoslavo. In essa si chiedeva l’autonomia di sloveni, croati e serbi nell’ambito della monarchia austriaca. Questa richiesta diede impulso a un’ampia raccolta di firme a sostegno della Dichiarazione e, con essa, dell’autodeterminazione dei popoli. I tedeschi, che sostenevano l’indivisibilità della Carinzia e della Stiria, giustificandola con i legami economici, attaccarono duramente la Dichiarazione. In diverse località sloveni e tedeschi organizzarono assemblee pubbliche. Il movimento per la Dichiarazione coinvolse l’intera valle della Meža e, nella valle della Drava, si estese da Dravograd ai luoghi sloveni più settentrionali del Kozjak, fino a Vuhred e Brezno. Secondo i dati pubblicati sul giornale Mir, nei centri della valle della Meža furono raccolte 3020 firme nell’aprile e nel maggio del 1918.
Alla Dichiarazione di maggio non fece seguito un’adeguata preparazione militare dell’esercito sloveno, o jugoslavo, e perciò, insieme all’ampio movimento, perse il valore di atto di svolta. Purtroppo, all’epoca i vertici politici sloveni non seppero mostrare la determinazione e la capacità organizzativa necessarie per occupare tempestivamente la Carinzia. Le operazioni militari di Malgaj alla fine del 1918 furono tardive. I tedeschi guadagnarono tempo, si organizzarono e nell’aprile del 1919 avanzarono fino a Slovenj Gradec e Radlje.
Autrice del testo: dott.ssa Karla Oder